Il Tribunale di Cassino, con provedimento del 22.08.2016, nell’evidenziare come il procedimento volto alla nomina di amministratore di sostegno si distingua, per natura, struttura e funzione, dalle procedure di interdizione e di inabilitazione, ha statuito che non richieda il ministero del difensore nelle ipotesi in cui l’emanando provvedimento debba limitarsi ad individuare specificamente i singoli atti, o categorie di atti, in relazione ai quali si richiede l’intervento dell’amministratore di sostegno.
Al contrario, l’assistenza di un legale sarà necessaria ogni qualvolta il decreto che il giudice ritenga di emettere sia o non corrispondente alla richiesta dell’interessato ovvero incida sui diritti fondamentali della persona, attraverso la previsione di effetti, limitazioni o decadenze analoghi a quelli previsti da disposizioni di legge per l’interdetto o l’inabilitato, per ciò stesso incontrando il limite del rispetto dei principi costituzionali in materia di diritto di difesa e del contraddittorio.